Guai a toccare i conti pubblici, e sulla giustizia nessuna illusione

Nel voto “del nostro scontento”, la Lega nord non è stata in grado di “cannibalizzare” il Pdl; ha subìto, anzi, una netta sconfitta tanto in termini di “lucro cessante” che di “danno emergente”. Insieme al Carroccio ha perduto anche il Pdl a “trazione leghista”: quello convinto che fossero i temi cari alla Lega a mobilitare l’elettorato di centrodestra. Basti pensare alla “svolta” anti stranieri a cui è stata affidata, a Milano, la campagna tra il primo e il secondo turno, dimenticando che l’Italia non può fare a meno del lavoro degli immigrati. di Giuliano Cazzola, deputato del Pdl Leggi tutti gli interventi
16 AGO 20
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E’ da irresponsabili affrontare un tema di tale rilevanza e “modernità”, accentuando la naturale ritrosia delle persone nei confronti di quanti pongono problemi oggettivi per la loro “diversità” nella cultura come negli stili di vita. In Italia vi sono centinaia di migliaia di famiglie che, per assistere un proprio familiare disabile, possono contare solo sulla disponibilità di una “badante” straniera (visto che di italiane è difficile trovarne). Vi sono anche centinaia di migliaia di imprenditori che, per svolgere mansioni di carattere manuale, devono avvalersi di lavoratori stranieri (visto che tanti giovani “indignati” girano al largo delle fabbriche). E che dire del federalismo, agitato dalla Lega con la medesima impostazione salvifica con cui, negli anni 50, il Pci invocava il socialismo?
La promessa leghista delle origini (ognuno si tiene le proprie risorse) si è molto annacquata; il sud continuerà ad attingere alla cassa comune (salvo l’ipotesi velleitaria del c.d. fallimento politico degli amministratori “felloni”, se non risanano i bilanci). Così, alla fine, il meccanismo finirà soltanto per mettere ancor più sotto controllo la spesa degli enti virtuosi, che avrebbero invece l’esigenza di veder ridurre i vincoli del patto interno di stabilità. Diciamoci la verità: la XVI legislatura è abortita per colpa della politica.
Per il tempo residuo, guai a mettere a rischio il merito principale della coalizione: la salvaguardia dei conti pubblici. In tema di giustizia ci siamo inutilmente logorati con le corsette delle leggine ad personam; non abbiamo più il fiato e la forza per partecipare alla Maratona della riforma. E’ in vista una manovra da quaranta miliardi. Accontentiamoci, sul piano fiscale, di consolidare e rafforzare la flessibilità del lavoro, magari anche in uscita, la detassazione delle quote retributive destinate, in azienda, all’incremento della produttività, i crediti di imposta a favore dell’occupazione.
di Giuliano Cazzola, deputato del Pdl